Questa breve ma indispensabile introduzione alla teoria del colore non ha la pretesa di esaurire la vastità dell’argomento. Sul colore esiste una vastissima bibliografia.  Per chi fosse interessato, consiglio di iniziare con due pubblicazioni:

  • “Arte del colore” – Johannes Itten  (Edizione ridotta) ; Ediz.  il Saggiatore
  • “Le armonie del colore” – Augusto Garau;  Ediz. Hoepli

Per le nostre esigenze, inizieremo col presentare il Disco cromatico di Itten.

Disco cromatico a dodici parti

Il disco cromatico a dodici parti è la premessa alla teoria strutturale dei colori. Sviluppiamo il cerchio cromatico partendo dai tre colori primari: rosso, giallo e blu

Disporremo quindi i tre colori primari entro un triangolo equilatero con giallo in alto, rosso in basso a destra e blu in basso a sinistra. Nel cerchio in cui è inscritto il triangolo, svilupperemo un esagono, ottenendo altri tre triangoli composti dai colori primari combinati a due a due, ricavando i tre secondari:

  • arancio = rosso + giallo
  •  verde = giallo + blu
  • viola = rosso + blu

Servendoci del cerchio entro cui è inscritto il triangolo, tracceremo un anello, diviso in dodici settori uguali, e riporteremo i colori primari e secondari in cui vengono a cadere, lasciando un settore vuoto ogni due. In questi porremo i colori terziari risultanti  dalla combinazione di un primario con un secondario:

  • giallo arancio = giallo + arancio
  • rosso- rancio = rosso + arancio
  • rosso-viola = rosso + viola
  • blu-viola = blu + viola
  • blu-verde = blu + verde
  • giallo-verde = giallo+verde

 

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LA TEORIA DEL COLORE

Ai fini pittorici, per chiarire le idee rispetto ad alcune terminologie, occorre definire alcune parole chiave quali: TONALITA’ LUMINOSITA’ SATURAZIONE.

La TONALITA’ è il colore. Le tonalità blu ad esempio si definiscono, CIANO, CERULEO, OLTREMARE, BLU DI PRUSSIA ecc, nei rossi sono compresi il MAGENTA, IL CARMINIO, IL VERMIGLIO e via dicendo. E’ utile in questo senso, leggere una tabella colori e memorizzare i nomi delle tinte fondamentali. Un pittore capace sa  definire i colori che usa e li sa scegliere in colorificio chiamandoli con il proprio nome.

La tabella colori  è un esempio che potete trovare presso il vostro colorificio. Ne potete trovare tantissime sul web, il mio consiglio è quello di studiarle o tenerne una accanto quando dovete fare delle scelte cromatiche per i vostri dipinti. E’ pur vero che tutti i colori si ottengono dalla mescolanza dei colori primari, più  bianco e nero, ma è altresì vero che disporre di una tavolozza di colori già completa è un vantaggio perché alcune tonalità disponibili in commercio sono più brillanti rispetto a quelle che si ottengono per mescolanza.

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Per LUMINOSITA’ intendiamo il grado di chiarezza del colore e la sua brillantezza.

Naturalmente, i colori più brillanti sono i colori SATURI, cioè i colori puri che non contengono alcuna percentuale di bianco o di nero.

Per DESATURARE un colore, ovvero renderlo meno acceso e brillante, è sufficiente mescolarlo con una percentuale anche piccola di grigio (o del suo complementare); ciò sarà sufficiente a “spegnerlo”. Tale procedimento è utilissimo per creare profondità.

Scala Tonale e Scala cromatica

Quando parliamo di SCALA TONALE, intendiamo proprio il passaggio dallo scuro al chiaro di un solo tono.

Si definisce invece SCALA CROMATICA il passaggio da un tono ad un altro . Nella sfera cromatica, ogni tono ha la sua scala tonale dal polo nord al polo sud. Cioè dal bianco al nero.

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Ora proviamo noi …. 

Facciamoci degli sconti nel disegno del cerchio ma cerchiamo di ottenere le giuste combinazioni di colori.  Partiamo quindi dai primari e disponiamoli a triangolo:

Giallo primario: in mancanza usate il giallo limone o il Giallo di Cadmio chiaro

Blu Ciano: in mancanza provate il blu oltremare

Rosso Magenta : in mancanza usate il cremisi di alizarina

A sinistra del Giallo, mettiamo il secondario VERDE (Giallo + Blu) . A destra invece l’ARANCIO (Giallo +Rosso). Sotto la  base del triangolo, fra il ROSSO e il BLU, mettiamo la loro combinazione, cioè il VIOLA.  I terziari li disponiamo come in figura: sopra il verde il Giallo-Verde, sopra l’Arancione il Giallo-Arancio. Sotto il Blu il BLU-VIOLA, Sotto il Rosso il ROSSO-VIOLA.

Per realizzare la Scala Tonale prendete un colore qualsiasi e realizzate almeno quattro rettangoli affiancati diminuendo il valore tonale. Dipingete il primo con colore saturo, e, ad ogni triangolo, aggiungete acqua fino a ottenere la tonalità più pallida possibile.

Per realizzare una Scala Cromatica disponete due colori qualsiasi su una riga alle estremità (nell’esempio Rosso e Blu). Partendo da sinistra, dipingete rettangoli combinando i due colori nelle seguenti quantità:

  1. 2/3 Rosso + 1/3 Blu
  2. 1/2 Rosso + 1/2 Blu
  3. 1/3 Ross + 2/3 Blu

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Per Desaturare un colore aggiungete o Grigio e il suo complementare. Se usate il complementare fate attenzione alla quantità, non dovete cambiare il colore originale ma solo togliere saturazione.

Per ottenere dei GRIGI potete :

  1. Combinare una Terra con del Blu – ad esempio Terra ‘d’Ombra bruciata con Blu Oltremare
  2. Combinare i tre Primari (Giallo, Rosso, Blu) fino a ottenere il nero. Poi aggiungete acqua per ottenere la Tonalità Grigia che desiderate.

Per ottenere le TERRE :

Se non disponete (almeno momentaneamente) delle Terre potete ottenerle partendo da colori caldi (Giallo, Arancio, Rosso) e aggiungere i rispettivi complementari:

  1. Giallo + Viola
  2. Arancio + Blu
  3. Rosso + Verde

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Concludiamo la giornata del colore realizzando alcune interessanti combinazioni di colore ottenute partendo dalla Tavolozza di Base.

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ESERCIZIO  

Un esercizio davvero utile per comprendere l’uso e l’applicazione delle velature ad acquarello è comporre una scala a gradienti. Il soggetto spunto è l’opera di Paul Klee “separazione di sera”, del 1922. Questa piccola opera affronta una riflessione sul tema delle variazioni tonali dell’aurora e del tramonto, in sequenze, segnate da frecce; come se si volesse “semplificare” gli elementi dell’universo in fasce cromatiche essenziali. Il calore del sole che sale dal basso, incontra il freddo della notte scura che inesorabilmente sembra scendere indicata dalla freccia più lunga. Ma al di là delle evocazioni che questo dipinto può suscitare, molto interessante è l’esercizio che esso ci suggerisce.

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Si parte dalla costruzione del disegno con matita 2B e segno leggerissmo, evitando di cancellare con forza perchè il foglio potrebbe rovinarsi.

A Partire da due velature ocra e blu/viola, chiarissime, stese sulle due metà del foglio, si procede con successive velature sovrapposte a creare una scala tonale e cromatica che riproduca le nuances dell’opera. Occorre fare attenzione che ogni velo sia del tutto asciutto, prima di procedere con il successivo. Se questo non viene fatto, si creeranno macchie lungo il confine tra una striscia e l’altra.

Dopo l’esecuzione di questo esercizio, qualcuno sarà già al limite della pazienza. L’acquarello necessita di calma, pazienza e riflessione; i tempi di attesa per le esecuzioni di velature successive su fondi asciutti sono indispensabili. Potete servirvi di un phon per velocizzare l’asciugatura ma la fretta, in generale è sempre cattiva consigliera. Un colpo di phon troppo forte e diretto, muove l’acqua in direzioni che potrebbero non essere quelle giuste e potrebbe  causare macchie non volute. In inverno, se avete i termosifoni in casa, potreste appoggiarvi un libro alto e adagiare sopra il foglio, in modo che sia distante dalla fonte diretta di calore. Così recupererete del tempo ma il calore secco, sicuramente ondulerà il foglio molto più che con un’asciugatura naturale e graduale.

A voi la scelta e la prova dei fatti!